Cenni Storici


Il nucleo originario dell’edificio risale al XV secolo e fu un “palagio” della famiglia Parenti. A questa epoca appartiene anche il piccolo tabernacolo affrescato con la crocefissione posto nel salone principale, nonché il grande camino in pietra serena che reca lo stemma della famiglia fiorentina Bellacci. Successivamente passò in proprietà a varie famiglie: i Mazzei, i Pratesi e, dal 1760, ai Perini. Gli ampliamenti architettonici in stile neo-gotico – compresa la torre che dà il nome alla proprietà – risalgono agli anni a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Alla fine dell’Ottocento la villa fu la residenza fiesolana del celebre pittore e incisore Arnold Böcklin, l’ultima prima che l’artista acquistasse, nel 1895, quella Villa Bellagio, solo a poche centinaia di metri da Torrossa, che sarebbe diventata la sua residenza definitiva, nota oggi come Villa Böcklin.

Successivamente divenne residenza fino a metà degli Anni Trenta della scultrice cilena Rebeca Matte Inhiguez, che usò l’ampio edificio dietro la villa come atelier; varie opere della Matte, soprattutto copie di celebri sculture classiche, sono presenti in vari luoghi della proprietà: una copia della “Nike di Samotracia”, la celebre scultura greca conservata al Louvre, domina dall’alto il giardino adiacente alla villa.

Stemma della famiglia Bellacci, Salone principale.